Evangelisch-lutherische Gemeinde Verona-Gardone

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Satzung des Rates der evangelischen Kirchen

   
1. Il Consiglio delle Chiese Cristiane di Verona è uno strumento di comunione fra Chiese che confessano Gesù Cristo come Dio e Salvatore, secondo le Scritture, e per questo cercano insieme di adempiere alla comune vocazione a gloria di Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo: esso si propone, dunque, di ampliare e approfondire la comunione che già esiste fra le Chiese che vi appartengono e vi apparterranno.

2. Al momento della sua costituzione ne fanno parte: la Chiesa evangelica valdese (Unione delle Chiese Valdesi e Metodiste in Italia) di Verona, la Comunità di Verona della Chiesa Evangelica Luterana in Italia, la Diocesi di S. Zeno in Verona (Chiesa Cattolica), la Parrocchia di “S. Elia profeta” della Chiesa Ortodossa Rumena, la Parrocchia di “S. Nicola il Taumaturgo” della Chiesa Ortodossa Russa.

3. Le finalità del Consiglio sono:
* testimoniare insieme il vangelo di Gesù Cristo;
* promuovere la conoscenza reciproca fra le Chiese;
* discutere e chiarire eventuali incomprensioni fra le Chiese;
* prestare attenzione alla correttezza dell’informazione sulle Chiese
   nei mezzi di comunicazione sociale;
* sostenere la condivisione e la riflessione su problemi che
   coinvolgono la coscienza cristiana;
* suscitare e animare insieme attività ecumeniche;
* condividere progetti di pastorale ecumenica (ad es. relativamente a
   matrimoni misti, insegnamento delle religioni nelle scuole, pastorale
   ospedaliera…);
* favorire le iniziative di dialogo e apertura fra le chiese cristiane e le
   altre comunità religiose presenti nel territorio.
   
4. Le Chiese hanno nel Consiglio una posizione paritetica: ogni delegazione esprime un solo voto. Ogni delegazione può essere  composta al massimo di 3 membri. La nomina dei membri di ogni delegazione e la durata dei loro mandati sono decise da ciascuna Chiesa.

5. Le decisioni verranno adottate secondo il metodo del consenso e cioè:
* tutti sono d’accordo (unanimità);
* la maggior parte è d’accordo e chi dissente si dichiara soddisfatto per la discussione e per il fatto che la proposta
   esprima il pensiero generale dei partecipanti; la minoranza perciò dà il proprio consenso;
* i partecipanti riconoscono che ci sono diverse opinioni e concordano che esse siano riportate nel corpo della
   proposta;
* c’è accordo nel posporre la discussione;
* c’è accordo sul fatto che nessuna decisione può essere raggiunta.

6. La presidenza sarà tenuta a turno da una delle Chiese aderenti, per la durata di un anno, in base all’ordine dell’articolo 2. Spetta alla singola delegazione indicare il nome del Presidente di turno.

7. Le funzioni di segreteria saranno affidate ad un componente della delegazione che ha tenuto la presidenza nell’anno precedente.

8. Compiti del Presidente sono:
* convocare il consiglio almeno tre volte all’anno (nei mesi di settembre, dicembre e giugno);
* preparare l’ordine del giorno e farlo pervenire alle singole delegazioni almeno 15 giorni prima della riunione;
* rappresentare il Consiglio delle Chiese cristiane nelle situazioni che lo richiedono.

9. Compiti del Segretario sono:
* redigere il verbale delle sedute;
* inviare alle delegazioni il verbale di ogni seduta;
* svolgere le funzioni di tesoriere.

10. Le Chiese sono tenute a contribuire alle spese di funzionamento e alla attività del Consiglio.

11. L’ingresso di nuove Chiese nel consiglio è deliberato, su richiesta, da quelle che ne fanno parte, secondo le procedure previste all’articolo 5. È prevista la possibilità che una Chiesa o una organizzazione ecumenica sia presente tramite osservatori, che partecipano alle attività del Consiglio senza diritto di voto.

12. Le variazioni al presente statuto sono adottate all’unanimità, dopo aver ricevuto l’assenso formale delle Chiese aderenti secondo la procedura che è propria a ciascuna Chiesa.

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